Storie di ordinaria repressione poliziesca.

Brevemente… alcune storie di ordinaria repressione poliziesca. Franceschi,Cucchi,Aldrovandi,Bianzino,Lonzi Mastrogiovanni e molti altri,tutte persone,individui che erano nelle mani dello stato e tutti quanti morti con la diagnosi di arresto cardiaco,che non dice niente a rigor di logica,è un po come dire che uno è morto perchè è rimasto senza vento nei polmoni. Lo stato tenta di liquidare così le questioni scomode,vuol dare ad intendere che cristo è morto dal sonno (per i credenti),pensa che tutti siano stupidi.Su queste persone sono stati riscontrati lividi in tutto il corpo,ossa rotte,buchi nel cranio ed evidenti segni di pestaggi ripetuti ma lo stato si ostina a negare che queste cose possano accadere quando si è ospiti negli alberghi statali dove evidentemente l’ozio dei secondini a loro volta reclusi per passare il tempo. sfogano le loro frustrazioni su altri esseri umani che hanno avuto la sfortuna di soggiornare tra quelle mura. Iniziamo con Stefano Cucchi morto denutrito e massacrato di botte ed è evidente dagli ematomi e dalle ecchimosi presenti sul suo cadavere e dopo anni ancora si discute sull’evidenza. Marcello Lonzi morto nel carcere delle Sughere, a Livorno. Vi era entrato il 3 gennaio, dovendo scontare una pena di nove mesi per tentato furto. Il referto del pronto soccorso indica le 20.45 come ora del decesso. La notizia trapelò già la sera stessa e infatti la stampa locale ne scriverà la mattina dopo: si parla prima di un suicidio, poi di un infarto. Daniele Franceschi trovato cadavere il 25 agosto del 2010 nel carcere di Grasse in Francia. E ancora, Federico Aldrovandi colpito su tutto il corpo con pugni, calci, colpi di manganelli. Ammanettato in una posizione che lo ha fatto soffocare. Federico Aldrovandi è morto così dopo inenarrabili torture. durante un intervento di polizia, il 25 settembre 2005. E andiamo avanti,Aldo Bianzino, venne ritrovato morto nella sua cella la mattina dopo. La vicenda del falegname di Perugia è molto controversa e, nonostante il processo per omicidio volontario sia stato archiviato due volte, restano molti i punti ancora da chiarire. Uno tra i tanti, è la profonda lesione al fegato rilevata in sede di autopsia. Lesione di cui tutt’ora non si conosce la causa. L’eclatante caso di Francesco Mastrogiovanni,aveva 58 anni e faceva il maestro elementare. Mastrogiovanni non è morto in una rissa casuale con qualche teppistello. In una mattina di fine luglio del 2009, un vasto spiegamento di forze dell’ordine è andato a pescarlo, letteralmente, nelle acque della costiera del Cilento e lo ha portato al centro di salute mentale dell’ospedale San Luca dove ha trovato la morte dopo oltre 90 ore di agonia completamente disidratato. Non dimentichiamo neanche le morti scaturite dalla repressione politico poliziesca dal lontano 1969 dove gli anarchici entravano dalle porte delle questure e venivano trovati cadaveri nei piazzali dopo essere usciti dalle finestre come è accaduto a Giuseppe Pinelli e neppure la mattanza della scuola Diaz a Genova mentre si svolgeva il G8 dove decine di persone inermi hanno subito violenze ed umiliazioni di ogni genere,e non dimentichiamo nemmeno Carlo Giuliani freddato dalla pistola di un carabiniere sempre durante il G8 di Genova. La violenza delle forze di polizia non culmina solamente nell’omicidio ma si manifesta quotidianamente anche nei semplici controlli dei documenti dove ci si vede puntare dei mitra alla bocca,una violenza psicologica sottile rivolta ad incutere timore che sfocia nell’esaltazione e nell’abuso della divisa indossata da chi a detta della legge dovrebbe tutelare l’incolumità delle persone,quella stessa legge che poi invece copre tutti quei crimini e misfatti giustificati nel nome della democrazia.

Brevemente... alcune storie di ordinaria repressione poliziesca. Franceschi,Cucchi,Aldrovandi,Bianzino,Lonzi Mastrogiovanni e molti altri,tutte persone,individui che erano nelle mani dello stato

Brevemente… alcune storie di ordinaria repressione poliziesca. Franceschi,Cucchi,Aldrovandi,Bianzino,Lonzi Mastrogiovanni e molti altri,tutte persone,individui che erano nelle mani dello stato

Tutta la nostra solidarietà a tutte famiglie di quelle persone che loro malgrado oltre ad aver perso i loro cari devono quotidianamente lottare contro le menzogne di chi tenendo il coltello dalla parte del manico tenta di prendersi gioco di loro e mi auspico che presto possano ottenere una verità, i morti purtroppo non ritornano. A loro e a chi suo malgrado ha avuto la sfortuna di incappare nelle mani della legge e dello stato va tutta la nostra solidarietà.Il corriere sarebbe molto più pingue. Tutti esseri umani.Ci si auspica solo che i responsabili di tutti questi crimini possano vivere il più a lungo possibile la loro misera esistenza nel rimorso nei loro silenzi costantemente assaliti dai tonfi assordanti arrecati a tutte quelle vite negate.

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