Il 18 dicembre 1922 muore la femminista Nelly Roussel

E’ stata un’adepta del neo-malthusianesimo, una teoria che fa riferimento a Thomas Robert Malthus che afferma la necessità del controllo e della limitazione del numero delle nascite mediante pratiche anticoncezionali. La sua propaganda le creò notevoli difficoltà: nel 1907, il giornale L’Autorité attaccò il neo-malthusianesimo e si rifiutò di pubblicare una sua lettera in cui confutava il contenuto dell’articolo. Interpellò per questo la magistratura, che però diede ragione al giornale: nella sentenza, l’operato di Nelly Roussel veniva criticato perché promotore di concetti che invitavano “non ad astenersi dai godimenti sessuali, ma a ricercarli prendendo le precauzioni necessarie a evitare la procreazione”, e pertanto era una teoria immorale e antisociale, la cui pratica arresterebbe il progresso dell’umanità”. Roussel collaborò al giornale Voix des femmes, fondato nel 1917: intraprese una campagna di propaganda femminista in riunioni pubbliche. In una di queste, nel 1921, denunciò “l’infame Codice civile” napoleonico che aveva sancito la minorità delle donne nella famiglia e nella società. Morì prematuramente e non le fu possibile realizzare il Fronte unico delle donne, l’organizzazione femminista interclassista da lei progettata, per portare avanti le lotte cui aveva dedicato tutta la vita.

E’ stata una delle prime donne europee a rivendicare pubblicamente il diritto delle donne a disporre del proprio corpo, chiedendo una politica di controllo delle nascite

E’ stata una delle prime donne europee a rivendicare pubblicamente il diritto delle donne a disporre del proprio corpo, chiedendo una politica di controllo delle nascite

mediante l’uso dei contraccettivi, che erano vietati dal governo francese con una legge approvata nel 1920, e il diritto ad abortire secondo il programma avanzato dal movimento neo-malthusiano, che sosteneva l’emancipazione sociale attraverso al riduzione della natalità. Si è battuta per modificare l’immagine tradizionale della donna, tenendo conferenze e scrivendo articoli in numerose riviste. Ha proposto l’immagine di una donna attiva, sportiva, professionalmente realizzata, contrapposta all’eterno femminino, propagandato dall’ideologia borghese – che è in realtà la figura di una eterna sacrificata, come recita il titolo del suo libro L’Éternelle sacrifiée.

Walter Ranieri

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