12 novembre 1908 muore a Parigi Joseph Albert Libertad.

A seguito di una malattia nella sua giovinezza, perderà l’uso delle gambe e si sposterà sulle stampelle.

 Nel 1896 all'età di 21 anni, Libertad si dedica alla propaganda Anarchica in pubblici incontri.
Nel 1896 all’età di 21 anni, Libertad si dedica alla propaganda Anarchica in pubblici incontri.

Nel 1897 lascia Bordeaux ( città nativa ) e giunge a Parigi, dove vive sotto le stelle o nei rifugi. Si presenta alla sede di Le Libertaire, fondato due anni prima da Sebastien Faure, al quale collabora nell’anno successivo. Comincia a farsi conoscere negli ambienti individualisti per la sua eloquenza e per la violenza contro i suoi avversari. Nel 1901 Libertad è ammesso al sindacato dei correttori. Viene condannato a tre mesi di carcere per aver gridato “abbasso l’esercito”. Nell’ottobre del 1902 fonda, insieme a un folto gruppo di Anarco-individualisti le Causeries populaires, apre una biblioteca, fonda una lega antimilitarista e il settimanale L’Anarchie. All’uscita da una riunione delle Causeries populaires, Libertad e alcuni amici vengono picchiati dai poliziotti. Libertad viene lasciato, perché ritenuto morto, in strada. Nel corso della sua breve vita, subisce innumerevoli arresti, e Il 12 novembre 1908 Libertad muore all’ospedale Lariboisière, a Parigi, dopo l’ennesimo scontro con la polizia (cadde sulle scale di Montmartre, mentre si difendeva con le proprie stampelle).

Libertad è stato un fautore della propaganda mediante i fatti ed è stato anche un parlatore eccezionale, che fu presto riconosciuto dal movimento Anarchico per il suo tono tagliente, ironico, per la sua immaginazione e la sua polemica vivace. Libertad è stato un ribelle che non ha combattuto al di fuori o vicino alla società, ma all’interno di essa. Egli ritiene che l’ Anarchismo individualista, associato al Comunismo Libertario, sia la migliore strada per l’emancipazione collettiva dal capitalismo.

“ Per andare verso la libertà , bisogna che sviluppiamo la nostra individualità . Quando dico: andare verso la libertà , voglio dire: andare verso il più completo sviluppo del nostro essere individui “.
“ La corrente comunista e la corrente individualista fuse l’una nell’altra, trovano il proprio logico sbocco nell’Anarchismo “.
…..non votare è un peccato, dice il cattolico, non votare è da cattivi cittadini, dice il repubblicano, non votare è tradire i propri fratelli, dice il socialista. Cos’è dunque votare? E’ scegliere da sè il padrone che vi prenderà a frustate, che vi deruberà ….. UOMO CHE VUOI VOTARE, RIFLETTI. Rifletti bene. I ricchi sono potenti solo grazie ai loro pastori e ai loro cani. Ma la forza dei pastori e dei cani deriva solo dalla tua accettazione, dalla tua obbedienza, dal tuo voto. Non mettere più la scheda nell’urna. Restatene a casa o vai a zonzo. Fregatene del voto. La tua forza non è in un pezzo di carta, è nel tuo cervello, nel tuo braccio, nella tua volontà.
Albert Libertad
Alcuni versi del: Che crepi il vecchio mondo!

Ah! Ah! È Capodanno!
Bisogna che si rida! Bisogna che ci si diverta. Che tutti i volti assumano un atteggiamento di festa. Che tutte le labbra lascino sfuggire i migliori auguri. Che su tutte le facce si disegni il ghigno della gioia.
È il giorno della menzogna ufficiale, dell’ipocrisia sociale, della carità farisaica. È il giorno dell’imbroglio e del falso, è il giorno dell’apparenza e del convenuto.
AH! AH! Lunga vita e buona salute?
Volete dei voti, eccoveli.
Che crepi il proprietario che possiede il posto dove distendo le mie membra e che mi vende l’aria che respiro!
Che crepino i catalogati di tutti i sessi con i desideri umani che si soddisfano solo con promesse, fedeltà, denaro e insulsaggini!
Che crepi l’ufficiale che ordina l’assassinio e il soldato che gli ubbidisce; che crepino il deputato che fa la legge e l’elettore che fa il deputato!
Che crepi il ricco che si accaparra una così larga fetta del bottino sociale, ma crepi soprattutto l’imbecille che gli prepara il pastone.
La proprietà, la patria, gli dei, l’onore rischieranno di essere scaraventati nella fogna assieme a coloro che vivono di questi fetori.
E sarà universale questo augurio che sembra così minaccioso e che eppure è traboccante di dolcezza:

che crepi il vecchio mondo!!!
Albert Libertad

Di: Walter Ranieri

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