E ora Gorizia la cantano in centinaia

“CARRARA Aveva interrotto la cerimonia delle forze armate il 4 novembre scorso cantando “O Gorizia, tu sei maledetta”, la canzone pacifista più nota, più bella, più vera, ma anche la più contestata, sulla prima guerra mondiale. Ma non l’aveva finita, la canzone. E allora lei, Soledad Nicolazzi, tornerà in piazza per farlo. E non sarà da sola: ci saranno centinaia di persone, sparpagliate nelle varie piazze del centro storico di Carrara, che canteranno, tutte insieme, Gorizia e anche altri canti popolari, tutti contro la guerra, in una grande cantata generale per la pace, per la cultura, per la storia. E contemporaneamente anche a Trieste scenderanno in piazza per cantare quella canzone che si dice sia costata la vita ai soldati che osavano cantarla durante la Grande guerra. Succederà nel pomeriggio del 12 dicembre durante l’evento “Cantiamogliele!”, organizzato dall’Archivio Germinal in collaborazione con il coro “Inni e canti di lotta” della scuola popolare di musica del Testaccio di Roma. E quel giorno arriveranno a Carrara musicisti, cantanti, suonatori da tutta Italia. Ci saranno: Voci di mezzo di Milano, Giovanna Marini e il coro Inni e canti di lotta, il coro Garibaldi d’assalto di Livorno, i cori di Pisa, i Suonatori terra terra, De Soda Sisters, Marco Rovelli, la Lega di Cultura di Piadena, Anna Barile da L’Aquila, Massimo Ferrante e tanti altri. Si divideranno nelle piazze della città Gramsci, delle Erbe, Matteotti e Alberica): e vai di fisarmoniche, chitarre e parole, per un’ora, canteranno insieme cori popolari e politici. Il messaggio è chiaro: «Crediamo che sia sbagliato celebrare ancora la vittoria italiana nella prima guerra mondiale – fanno sapere dall’Archivio – inutile carneficina, e che non ci sia niente da festeggiare. E che proprio oggi, quando sembra si stia nuovamente soffiando sul fuoco della guerra, sia importante insegnare ai ragazzi valori diversi dal sacrificio della vita per la vittoria». E a Carrara assume un significato ancora più grande, perché questa città ha un bagaglio storico gigante, testimoniato da quella scritta che sembra immortale sul palazzo del Politeama: Fai, Federazione anarchica italiana. «Nonostante – continuano – la nostra amministrazione tenti in tutti i modi di tagliare i ponti con il passato. La biblioteca che fino a pochi anni fa aveva sede proprio nei locali adiacenti al Politeama è dislocata per volontà dell’amministrazione a Torano, in una sede difficile da raggiungere e inadeguata a conservare, consultare e catalogare le migliaia di volumi che ospita. Tutto questo fa parte, a nostro parere, di una sorta di distruzione della cultura”. E Carrara allora se la riprende, la cultura, a colpi di canti e poesia, per raccontare la storia e dire che «per ogni cuore che sente coscienza dolorosa ci fu la partenza e il ritorno per molti non fu», dice Gorizia.”

Di: Melania Carnevali

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