Di male in peggio,proprio non ci si vuole liberare dal lavoro

Il mondo del lavoro stampella su cui poggia tutto il sistema sociale sta accorciando progressivamente sempre più la catena delle lavoratrici e dei lavoratori, burattini i cui fili sono tirati dal teatrino organizzato dalla violenza padronale e da multinazionali e banche

Il mondo del lavoro stampella su cui poggia tutto il sistema sociale sta accorciando progressivamente sempre più la catena delle lavoratrici e dei lavoratori, burattini i cui fili sono tirati dal teatrino organizzato dalla violenza padronale e da multinazionali e banche,i quali con la complicità dei sindacati concertativi ci stanno riportando poco a poco indietro di  2 secoli,sempre meno diritti,orari massacranti con conseguenti maggiori restrizioni della libertà. Condividiamo il pensiero di un compagno il quale con il suo sfogo ci da un’idea molto chiara di quelle che sono le condizioni lavorative attuali.

“Aumentano gli orari di lavoro fino a 10/11 ore al giorno un po alla volta con la scusante che c’è fretta per la consegna delle commesse,ti dicono anche che si tratta di un sacrificio di un mese un mese e mezzo opi tutto tornerà alla normalità,attenzione però che per normalità è intesa una giornata di lavoro di 9 ore che con una turnazione contempla anche il notturno compresi i sabati e le domeniche. La risultante di tutto ciò è che in un mese arrivi a lavorare circa 250 ore cioè 70/80 ore otre all’orario citato nel contratto nazionale,ma non finisce qui,lo straordinario notturno e i sabati e le domeniche vengono retribuiti tutti al 25 per cento,facciamo 2 conti e vediamo un po quanti soldi vengono sottratti ad un lavoratore ormai relegato a schiavo con una catena alle gambe sempre più corta e privato della propria vita privata perché non ha piiù neanche il tempo di pensare a se stesso e agli affetti più cari. Penso che tutto questo sia solo una prova per il futuro,credo proprio che ci aspetterà un futuro dove se prima il padrone ti aveva tra le mani con queste “migliorie” (per la sua ditta che lui chiama famiglia) rischia di possederti definitivamente. Se non ci diamo una mossa e prendiamo coscienza del fatto che non sono quei 200 o 300 euro in più a cambiarci in meglio la vita ci aspetterà un futuro molto triste,ci sono molte cose di cui possiamo fare a meno iniziamo a limitarci negli acquisti futili e cominciamo a dire no prima che ai sindacati confederali non venga la bella idea di portare l’orario lavorativo a 250 ore mensili e dover poi accettare in silenzio. Un consiglio,se avete delle tessere di CGIL CISL e UIL stracciatele tutte,irriterebbero pure il culo se usate come carta igienica. Basta credere alle loro favole,sono d’accordo con i padroni le multinazionali e le banche. FUOCO A TUTTI QUANTI. W l’organizzazione dal basso e l’autogestione”

Giuseppe Giannini

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4 commenti su “Di male in peggio,proprio non ci si vuole liberare dal lavoro

  1. cane sciolto il said:

    Dai compagno,lavora! Trotzkij sentenziò :”Chi non lavora non mangia.” Pensa piuttosto a
    combattere “L’antifascismo”,quello si che è il vero problema di questi tempi,le banche,multinazionali,gruppi finanziari..blah..tutta roba da complottisti,no?

    • anarchistintheworld il said:

      Non replichiamo certo alle provocazioni,di solito è chi accusa gli altri che si è arreso e confida negli altri. Grazie comunque per tanto interesse.

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