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Anche i boia muoiono. W la libertà.

Anche i boia muoiono. W la libertà.
Anche i boia muoiono. W la libertà.
Il giornalista è curioso, vuole sapere che cosa pensa della morte del padre della rivoluzione russa, vorrebbe un necrologio da lui . Errico Malatesta lo guarda dritto, gli occhi gelidi, la sofferenza fisica in quei giorni è forte ma rimane in piedi, immobile. Lo sa che cosa significa dare una risposta, è consapevole che moltitudini di uomini e donne stanno piangendo per la morte del rivoluzionario russo. É altresì consapevole che è stato definito dalle moltitudini lo Lenin d’italia, ma è un anarchico, non può stare zitto. A costo di farsi infiniti nemici, a costo di essere insultato, denigrato, accusato non può rimanere in disparte, deve rispondere, il suo ideale travalica le sicure conseguenze. Il giornalista lo incalza:. Il vecchio anarchico che fino a pochi anni prima era il ricercato numero uno d’europa risponde, senza tentennamenti, la sua risposta è entrata nella storia dell’anarchismo internazionale:< Si, ho sentito, lei mi chiede che cosa penso della morte di Lenin, ebbene avrà la sua risposta. Lenin è morto. Noi possiamo avere per lui quella specie di ammirazione forzata che strappano alle folle gli uomini forti, anche se allucinati, anche se malvagi, che riescono a lasciare nella storia una traccia profonda del loro passaggio: Alessandro, Giulio Cesare, Loyola, Cromwell, Robespierre, Napoleone. Ma egli, sia pure colle migliori intenzioni, fu un tiranno, fu lo strangolatore della Rivoluzione russa, e noi che non potemmo amarlo vivo, non possiamo piangerlo morto. Lenin è morto. Viva la libertà!». 25 novembre 2016 Fidel Castro muore. Saranno milioni gli individui che lo piangeranno. A costo di essere criticato, insultato, voglio rispondere, devo rispondere, sono un anarchico non posso scansarmi. Centinaia di anarchici a cuba per 40 anni vennero incarcerati, uccisi, torturati, subirono il confino, l'allontanamento dalle loro famiglie. A questo proposito voglio consigliare una lettura che farà male, molti libertari purtroppo non conoscono la lotta anarchica sotto la dittatura cubana. Il libro scritto da Frank Fernandéz si intitola CUBA LIBERTARIA Storia dell'anarchismo cubano. Dopo averlo letto volli approfondire l'argomento e quello che scoprii mi ferì, la rivoluzione cubana di Castro fu una tragedia per gli anarchici e i libertari cubani. Come si diceva una volta:< Nè destra, nè sinistra è la vostra dittatura, democrazia. Il nostro ideale è l'anarchia>. Complice e solidale sempre con gli oppressi, con chi pagò con la vita il sogno meraviglioso di libertà, di uguaglianza, di amore. Contro ogni dittatura di destra, di sinistra, di centro.
Fidel Castro è morto, Viva la libertà!

Olmo

Il 25 novembre 1964 muore l’anarcosindacalista Gervasio

Fra i tanti equivoci riguardanti il movimento anarchico, vi è quello che vuole le sue vicende e i suoi personaggi di spicco sostanzialmente estranei al mondo del lavoro e ad esserne coinvolti sono stati anche quei personaggi che gravitavano attorno agli ambienti sindacali ma numerosi studi hanno permesso di riscoprire vite di militanti rivoluzionari talmente straordinarie da apparire impensabili, tanto per la ricchezza degli avvenimenti quanto per l’intensità delle vicende di cui furono protagonisti.
Una di queste vite è quella descritta nella propria autobiografia da Gaetano Gervasio, una esistenza sempre attenta alla causa degli sfruttati e alla emancipazione della classe operaia.
Il 25 novembre 1964 muore a Napoli l’Anarchico-sindacalista Gaetano Gervasio.
Gaetano Gervasio, operaio autodidatta, è una delle figure più rappresentative del movimento libertario del Novecento. Nato a Monteverde, Avellino, il 2 gennaio 1886, si trasferì a Milano dove partecipò in prima persona agli episodi più importanti dell’Anarchismo italiano, dalla fondazione dell’Unione Sindacale Italiana nel 1912 a quella dell’Unione Anarchica Italiana nel 1920, fino al Congresso di Carrara del 1945 dove venne fondata la Federazione Anarchica Italiana. Strenuo oppositore del fascismo, condusse una incessante attività politica anche durante la dittatura, nonostante le continue intimidazioni, arresti e persecuzioni. Nel 1925, gestisce un’officina, “diventata il refugium peccatorum dei compagni perseguitati e impossibilitati a trovare lavoro altrove” e nota ai fascisti e ai carabinieri come “l’officina rossa” Dall’immediato dopoguerra, 1947, partecipò attivamente alla vita sindacale nellaConfederazione generale italiana del lavoro (CGIL) – facendo parte del direttivo confederale sia nel 1949 che nel 1952 – contribuendo a creare e organizzare i Comitati di difesa sindacale, espressione della corrente anarchica all’interno del sindacato. Si interessò sempre alle unità educative libertarie. Sostenne e collaborò a riviste e giornali del movimento Anarchico, in particolare Guerra di classe, Volontà, il Libertario.

Gaetano Gervasio a Carrara in occasione del congresso della FAI del15/19 settembre 1945. E' il terzo uomo partendo da sinistra.
Gaetano Gervasio a Carrara in occasione del congresso della FAI del15/19 settembre 1945. E’ il terzo uomo partendo da sinistra.

Il referendum costituzionale spiegato a un bambino

– Nonno cos’è un referendum costituzionale?

– Il referendum è uno strumento inventato da chi ci comanda per dividere ulteriormente le persone,in questo caso specifico voteranno per la modifica della costituzione.

– Quindi  se divide significa che ci sarà una parte che vince ed una che perde?

– Esatto,senza considerare poi che vogliono modificare una costituzione che esiste già da 70 anni e che non è mai stata applicata nella sua interezza,tante belle parole e buoni propositi disattesi dall’inizio di quella che loro chiamano prima repubblica.

  • Ah, ho capito,allora cosa lo fanno a fare questo referendum?

– Lo fanno perché vogliono solo buttare fumo negli occhi a chi va a votare e per rendersi conto di quante persone voteranno ancora in futuro, e, indipendentemente dal fatto che vinca il si oppure il no continueranno a fare sempre come pare a loro come hanno sempre fatto in 70 anni. Vedi,lo stato è come un pastore che conta le pecore,ha paura di perderle,perderebbe un mezzo di sostentamento,lo stato campa sullo sfruttamento.

– Allora tu nonno non ci andrai a votare al referendum?

– Ma che scherzi? Non servono tante belle parole scritte su fogli di carta alla cui stesura presero parte anche quelle persone dalle quali abbiamo dovuto difenderci in passato per garantire agli esseri viventi natura compresa dei diritti naturali. No, non andrò,sarebbe un insulto alla mia intelligenza.

– La maggior parte delle persone ci andranno quel giorno sento molte persone che dicono che andranno a votare quel giorno,  noi allora cosa faremo?

– Vedremo,se il tempo lo permette ti porterò in montagna in mezzo alla natura, è la natura l’unica legge che tutti dovremmo riconoscere e rispettare,tutte le altre leggi sono state inventate per tenere a bada i sudditi.

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Il referendum costituzionale spiegato a un bambino

– Sii nonno che bellooo, abbracciami forte, non vedo l’ora che sia il 4 dicembre per andare a giocare, ci vadano gli altri allora a scegliere chi li comanderà,io e te siamo 2 persone libere.

Di: Il vecchio e il bambino

I diritti naturali non si conquistano con una X.

Il voto referendario indice di buona e vana costituzione
I diritti naturali non si conquistano con una X. Sono nata nei “meravigliosi” anni sessanta l’italia era da anni ormai una repubblica fondata sul lavoro salariato. Foto di : Ministero Della Sommossa

 

I diritti naturali non si conquistano con una X. Sono nata nei “meravigliosi” anni sessanta l’italia era da anni ormai una repubblica fondata sulla schiavitù del lavoro salariato. Di quegli anni ricordo la tv in bianco e nero e una frase spesso ripetuta “ballerino anarchico”… Alla fine degli “stupendi” anni sessanta democraticamente potevi farti suicidare. Che bella questa epoca democratica costituzionale e repubblicana, peccato non aver vissuto i primi suoi anni con il governo Scelba poi ministro dell’interno… non posso avere tutte le fortune. Ma nei “mitici anni 70, che mi videro già ben “classificata” a scuola, scoprii che in questa democratica repubblica esistevano incidenti ferroviari un po “strani” che poi scaturiscono in incidenti stradali presto archiviati e Gianni Agro’, Annalisa Borth, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso non sono ragazzi ma solo 5 anarchici morti in un incidente stradale…. Ma nei miei “mitici” anni 70, esattamente nel 72 il maggio si tinge di rosso, col sangue di un giovane orfano per le democratiche cure carcerarie; poi la democratica repubblica scoprì che l’Anarchico Franco Serantini tanto solo non era, aveva un mondo di Fratelli.
Quanti morti nei meravigliosi, mitici anni 60, 70 e pure 80, 90, 2000 sino ad oggi tutte morti belle e democratiche di una repubblica bella con una bella costituzione, che con la sua mano sporca di sangue, qualche diritto lo concede, i diritti son concessi da chi ha il potere di concederli, ma si terrà ben stretto il potere e ti fregherà comunque, sempre, perché é una repubblica democratica con una bella costituzione fondata sul lavoro e sa bene come far chinare la testa, sa bene come uccidere la Libertà.
Sono nata nei meravigliosi anni sessanta… sono Anarchica e non voterò …

 

(TEMPESTA)

Stirner e la legittimazione del dominio.

Non esiste una società senza diritto perché non esiste una società che non sia legittimata o che non tenda ad auto legittimare il dominio. Il diritto è lo spirito della società. se la società ha una volontà, questa è appunto il diritto: la società esiste solo grazie al diritto.
Non esiste una società senza diritto perché non esiste una società che non sia legittimata o che non tenda ad auto legittimare il dominio. Il diritto è lo spirito della società. se la società ha una volontà, questa è appunto il diritto: la società esiste solo grazie al diritto.

Ma siccome esiste solo per il fatto che esercita un dominio sui singoli, il diritto non è che la volontà del dominatore. Anche la società politicamente più dispotica è sempre alla ricerca del diritto. Tutti i tipi di governo partono dal principio che tutto il diritto e tutto il potere appartengono al popolo preso nella sua collettività. Nessuno di essi, infatti, tralascia di richiamarsi alla collettività e il despota agisce e comanda “in nome del popolo” esattamente come il presidente o qualsiasi aristocrazia. Il diritto è una dimensione ineliminabile di ogni società umana, che si ritrova fondata su quel particolare rapporto di forza riassunto nella pre-potenza, cioè in un momento che esiste prima del costituirsi collettivo della società e in un ambito che sta fuori una volta che questa si è costituita.
Il diritto è dunque la legittimazione del dominio. Non di questo o quel determinato dominio, ma del dominio in quanto tale. Esso si pone in modo estraneo rispetto all’unico, in quanto per sua natura il diritto mi “viene concesso”. Che sia la natura o Dio o la decisione popolare, ecc., a concedermi un diritto, si tratta sempre di un diritto estraneo, di un diritto che non sono io a concedermi o a prendermi. Non è perciò la fonte del diritto a decidere la sua intima valenza di ratifica del dominio, ma il fatto che comunque esso è sempre un’entità che si pone sopra l’individuo. Per cui non può mai esistere una completa coincidenza tra il diritto e la volontà individuale, dal momento che ogni diritto è, per intrinseca definizione, una categoria particolare e ipostatizzata che si fissa in dimensione universale, mentre l’individuo è una dimensione unica, in sé irripetibile. Diritto storico, diritto naturale o diritto divino o qualsiasi altro diritto; il diritto di per se stesso non è in grado di risolvere i problemi dell’unicità posti al singolo.
(Max Stirner)

La costituzione sta all’anarchia come la democrazia sta alla libertà

 

La costituzione sta all'anarchia come la democrazia sta alla libertà
Da tempo gira un appello per il si e per il no sociale al prossimo referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale. Bene, ma di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando forse di quelle tante belle parole scritte dopo la pacificazione togliattiana alla quale hanno preso parte anche gli ex fascisti alla stesura e disattesa nella sua interezza da oltre 70 anni?

Ebbene si,è proprio di quella che stiamo parlando,stiamo parlando di quella costituzione figlia di quella democrazia che sulla carta ti garantisce i diritti ma non appena però li rivendichi è pronta a brandire il bastone con tutti i suoi mezzi repressivi di cui dispone,ed ancora,parliamo di quella costituzione che parla di pace e libertà e permette la costruzione e l’invio di armi nel mondo,si, è proprio di quella che stiamo parlando ma potremmo andare ancora avanti. Bene,noi abbiamo un’idea ben precisa al riguardo e pensiamo che in ambedue i casi si riconosce implicitamente uno strumento del potere, inventato dal potere stesso, nonché la sua necessità, e soprattutto la sua efficacia. Cioè, chi vota in questo referendum implicitamente ammette il proprio pensiero in merito alla costituzione che così la crede indispensabile e utile. E’ evidente che la massa dei sudditi, essendo tale, si riduca a questo pensiero, all’illusione perpetua, e a quel paradosso ioneschiano secondo cui gli strumenti del sistema dovrebbero servire a liberarla dal sistema stesso, ma è completamente fuori da ogni creanza, per coloro che si ritengono intelligenti e ‘fuori dal coro’, non vedere che la questione non dovrebbe mai più essere ‘modifica della costituzione sì’ versus ‘modifica della costituzione no’, bensì ‘sistema sì’ versus ‘sistema no’. Ma forse queste persone intelligenti attendono che il quesito sull’abolizione del sistema venga posto dal sistema stesso, magari attraverso una forma di costituzione, corretta o no, in modo tale che gli oppressori chiedano finalmente agli oppressi se vogliono o meno essere oppressi. Tutto questo, secondo noi, va ben oltre ogni misura ed ogni logica tollerabile. Respingiamo totalmente quindi qualsiasi forma di lotta istituzionale in quanto siamo convinti che i diritti umani non possono e non potranno mai passare attraverso le urne elettorali e invitiamo quindi il 4 dicembre a disertare le urne e a riempire le piazze per la conquista dei diritti che non possono e non potranno mai essere sanciti da un pezzo di carta straccia.

Alcune anarchiche ed anarchici

Il voto referendario indice di buona e vana costituzione.

In questi ultimi tempi non si parla d’altro che di referendum costituzionae,come tutti sapranno il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere su una costituzione da 70 anni disattesa nella sua interezza a partire dal suo primo articolo 1. La bagarre delle urne si è scatenata anche sui social ed è diventata l’argomento clou del momento creando non poche polemiche. Bene, noi abbiamo un’idea ben precisa al riguardo e pensiamo che in ambedue i casi si riconosce implicitamente uno strumento del potere, inventato dal potere stesso, nonché la sua necessità, e soprattutto la sua efficacia. Cioè, chi vota in questo referendum implicitamente ammette il proprio pensiero in merito alla costituzione che così la crede indispensabile e utile. E’ evidente che la massa dei sudditi, essendo tale, si riduca a questo pensiero, all’illusione perpetua, e a quel paradosso ioneschiano secondo cui gli strumenti del sistema dovrebbero servire a liberarla dal sistema stesso, ma è completamente fuori da ogni creanza, per coloro che si ritengono intelligenti e ‘fuori dal coro’, non vedere che la questione non dovrebbe mai più essere ‘modifica della costituzione sì’ versus ‘modifica della costituzione no’, bensì ‘sistema sì’ versus ‘sistema no’. Ma forse questa gente intelligente attende che il quesito sull’abolizione del sistema venga posto dal sistema stesso, magari attraverso una forma di costituzione, corretta o no, in modo tale che gli oppressori chiedano finalmente agli oppressi se vogliono o meno essere oppressi. Tutto questo, secondo noi, va ben oltre ogni misura di idiozia tollerabile. E sempre secondo noi, questo referendum sta già segnando finalmente, e ci auspichiamo definitivamente, quella separazione chiarificatrice tra gli anarchici e tutti quei sedicenti tali con tanto di bandiere e simbologia appresso che stanno friggendo dalla voglia di dimostrare al mondo quanto in realtà siano solo dei riformisti non in grado di pensare a una società libera dal sistema, e men che meno, evidentemente, a volerla.

Alcune anarchiche e anarchici

 

Foto di: Ministero Della Sommossa

Il voto referendario indice di buona e vana costituzione.
Il voto referendario indice di buona e vana costituzione.

 

12 novembre 1908 muore a Parigi Joseph Albert Libertad.

A seguito di una malattia nella sua giovinezza, perderà l’uso delle gambe e si sposterà sulle stampelle.

 Nel 1896 all'età di 21 anni, Libertad si dedica alla propaganda Anarchica in pubblici incontri.
Nel 1896 all’età di 21 anni, Libertad si dedica alla propaganda Anarchica in pubblici incontri.

Nel 1897 lascia Bordeaux ( città nativa ) e giunge a Parigi, dove vive sotto le stelle o nei rifugi. Si presenta alla sede di Le Libertaire, fondato due anni prima da Sebastien Faure, al quale collabora nell’anno successivo. Comincia a farsi conoscere negli ambienti individualisti per la sua eloquenza e per la violenza contro i suoi avversari. Nel 1901 Libertad è ammesso al sindacato dei correttori. Viene condannato a tre mesi di carcere per aver gridato “abbasso l’esercito”. Nell’ottobre del 1902 fonda, insieme a un folto gruppo di Anarco-individualisti le Causeries populaires, apre una biblioteca, fonda una lega antimilitarista e il settimanale L’Anarchie. All’uscita da una riunione delle Causeries populaires, Libertad e alcuni amici vengono picchiati dai poliziotti. Libertad viene lasciato, perché ritenuto morto, in strada. Nel corso della sua breve vita, subisce innumerevoli arresti, e Il 12 novembre 1908 Libertad muore all’ospedale Lariboisière, a Parigi, dopo l’ennesimo scontro con la polizia (cadde sulle scale di Montmartre, mentre si difendeva con le proprie stampelle).
Libertad è stato un fautore della propaganda mediante i fatti ed è stato anche un parlatore eccezionale, che fu presto riconosciuto dal movimento Anarchico per il suo tono tagliente, ironico, per la sua immaginazione e la sua polemica vivace. Libertad è stato un ribelle che non ha combattuto al di fuori o vicino alla società, ma all’interno di essa. Egli ritiene che l’ Anarchismo individualista, associato al Comunismo Libertario, sia la migliore strada per l’emancipazione collettiva dal capitalismo.

“ Per andare verso la libertà , bisogna che sviluppiamo la nostra individualità . Quando dico: andare verso la libertà , voglio dire: andare verso il più completo sviluppo del nostro essere individui “.
“ La corrente comunista e la corrente individualista fuse l’una nell’altra, trovano il proprio logico sbocco nell’Anarchismo “.
…..non votare è un peccato, dice il cattolico, non votare è da cattivi cittadini, dice il repubblicano, non votare è tradire i propri fratelli, dice il socialista. Cos’è dunque votare? E’ scegliere da sè il padrone che vi prenderà a frustate, che vi deruberà ….. UOMO CHE VUOI VOTARE, RIFLETTI. Rifletti bene. I ricchi sono potenti solo grazie ai loro pastori e ai loro cani. Ma la forza dei pastori e dei cani deriva solo dalla tua accettazione, dalla tua obbedienza, dal tuo voto. Non mettere più la scheda nell’urna. Restatene a casa o vai a zonzo. Fregatene del voto. La tua forza non è in un pezzo di carta, è nel tuo cervello, nel tuo braccio, nella tua volontà.
Albert Libertad
Alcuni versi del: Che crepi il vecchio mondo!

Ah! Ah! È Capodanno!
Bisogna che si rida! Bisogna che ci si diverta. Che tutti i volti assumano un atteggiamento di festa. Che tutte le labbra lascino sfuggire i migliori auguri. Che su tutte le facce si disegni il ghigno della gioia.
È il giorno della menzogna ufficiale, dell’ipocrisia sociale, della carità farisaica. È il giorno dell’imbroglio e del falso, è il giorno dell’apparenza e del convenuto.
AH! AH! Lunga vita e buona salute?
Volete dei voti, eccoveli.
Che crepi il proprietario che possiede il posto dove distendo le mie membra e che mi vende l’aria che respiro!
Che crepino i catalogati di tutti i sessi con i desideri umani che si soddisfano solo con promesse, fedeltà, denaro e insulsaggini!
Che crepi l’ufficiale che ordina l’assassinio e il soldato che gli ubbidisce; che crepino il deputato che fa la legge e l’elettore che fa il deputato!
Che crepi il ricco che si accaparra una così larga fetta del bottino sociale, ma crepi soprattutto l’imbecille che gli prepara il pastone.
La proprietà, la patria, gli dei, l’onore rischieranno di essere scaraventati nella fogna assieme a coloro che vivono di questi fetori.
E sarà universale questo augurio che sembra così minaccioso e che eppure è traboccante di dolcezza:

che crepi il vecchio mondo!!!
Albert Libertad

Di: Walter Ranieri

11 novembre 1887 i martiri di Chicago

L’11 novembre del 1887 gli Anarchici Adolph Fischer, nato in Germania, anni 30; August Spies, nato in Germania, anni 31; George Engel, nato in Germania, anni 50 e Albert Parsons, nato negli Stati Uniti, anni 39 vengono impiccati. Louis Lingg , nato in Germania, anni 22, sfugge alla forca a cui era stato condannato, suicidandosi in carcere il giorno prima dell’esecuzione.

L'11 novembre del 1887 gli Anarchici Adolph Fischer, nato in Germania, anni 30; August Spies, nato in Germania, anni 31; George Engel, nato in Germania, anni 50 e Albert Parsons, nato negli Stati Uniti, anni 39 vengono impiccati. Louis Lingg , nato in Germania, anni 22, sfugge alla forca a cui era stato condannato, suicidandosi in carcere il giorno prima dell'esecuzione.
L’11 novembre del 1887 gli Anarchici Adolph Fischer, nato in Germania, anni 30; August Spies, nato in Germania, anni 31; George Engel, nato in Germania, anni 50 e Albert Parsons, nato negli Stati Uniti, anni 39 vengono impiccati. Louis Lingg , nato in Germania, anni 22, sfugge alla forca a cui era stato condannato, suicidandosi in carcere il giorno prima dell’esecuzione.

Vittime della repressione, delle istituzioni americane bigotte e razziste, contro Anarchici e sindacalisti.
In seguito alla lettura della sentenza, alcuni dei condannati commentano così il verdetto:
“ Intendo solo protestare contro la pena di morte che mi è stata comminata perché non ho commesso alcun crimine … ma se devo essere impiccato per aver professato le mie idee Anarchiche, per il mio amore della libertà , uguaglianza e fraternità , non ho alcun problema. Lo dico ad alta voce: dispongano della mia vita. Viva l’Anarchia! (Adolf Fischer) “
“ Il principio fondamentale dell’Anarchia è l’abolizione del salario e la sostituzione dell’attuale sistema industriale e autoritario con un sistema di libera cooperazione universale, la sola che può risolvere il conflitto esistente. La società odierna sopravvive grazie alla repressione, noi abbiamo consigliato una rivoluzione sociale dei lavoratori contro questo sistema di forza. Se devo essere impiccato per le mie idee Anarchiche, va bene: uccidetemi. Lasciate che si senta la voce del popolo! (Albert Parsons) “
“ Hurrà per l’Anarchia! (George Engel) “
“ Vostro onore, la mia difesa è proprio la sua accusa, i miei presunti crimini sono la mia storia. Può condannarmi, però almeno che si sappia che nello Stato dell’Illinois otto uomini furono condannati per non abiurare la loro fede nel trionfo finale della libertà e della giustizia. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte! (August Spies) “
Infatti, dopo quasi 130 anni, sono sempre nella nostra mente e nel nostro cuore.

Di: Walter Ranieri

Lettera di Èmile Henry al direttore della Conciergerie

 

27 febbraio 1894

Signor Direttore

emile-henry
27 febbraio 1894 Signor Direttore. Durante la visita che mi avete fatto nella mia cella domenica 18 corrente, avete avuto con me una discussione, del tutto amichevole sulle idee anarchiche.

Siete stato molto stupito, mi avete detto di conoscere le nostre teorie sotto un aspetto nuovo per voi, e mi avete chiesto di riassumervi per iscritto la nostra conversazione, per conoscere bene ciò che vogliono i nostri compagni anarchici.

[…]

Su quali basi poggia la società borghese? Fatta astrazione dai principi di famiglia, patria e religione, che non sono altro che dei corollari, possiamo affermare che le due pietre di volta, i due principi fondamentali dello stato attuale sono l’autorità e la proprietà.

Tutti i mali di cui soffriamo derivano dalla proprietà e dall’autorità.

La miseria, il furto, il crimine, la prostituzione, le guerre, le rivoluzioni, non sono altro che risultanti di questi due principi.

Dunque, essendo cattive le due basi della società, non c’è da esitare. Non bisogna sperimentare un mucchio di palleativi (cioè il socialismo) che servono solo a spostare il male; bisogna distruggere i due germi viziati ed estirparli dalla vita sociale.

Per questo noi anarchici vogliamo sostituire alla proprietà individuale il Comunismo, e la libertà all’autorità.

Quindi, niente più titoli di possesso, né titoli di dominazione: eguaglianza assoluta.

Quando noi diciamo eguaglianza assoluta non pretendiamo che tutti uomini avranno una stessa mente, una stessa organizzazione fisica, sappiamo molto bene che ci sarà sempre la più grande diversità fra le attitudini cerebrali e corporali. Ed è proprio questa varietà di capacità che realizzerà la produzione di tutto ciò che è necessario all’umanità, e su di essa noi contiamo per mantenere l’emulazione in una società anarchica.

Ci saranno ingegneri e sterratori, questo è evidente, ma senza che uno abbia la minima superiorità sull’altro; poiché il lavoro dell’ingegnere non servirebbe a niente senza il concorso dello sterratore, e viceversa.

Dal momento che ciascuno sarà libero di scegliere il mestiere che vorrà esercitare ci saranno solo esseri obbedienti, senza costrizione, alle tendenze che la natura ha posto in loro (garanzia di buona produzione).

Qui si pone un problema. E i pigri? Ognuno vorrà lavorare? Noi rispondiamo: si, ognuno vorrà lavorare, ed ecco il perché.

Oggi la media della giornata lavorativa è di 10 ore.

Molti operai sono occupati con lavori assolutamente inutili alla società, in particolare agli armamenti militari di terra e di mare. Altri ancora sono colpiti dalla disoccupazione. Aggiungete a ciò che un considerevole numero di uomini validi non producono niente: soldati, preti, poliziotti, magistrati, funzionari, ecc. Si può dunque affermare, senza essere tacciati di esagerazione, che su 100 individui capaci di produrre un lavoro qualunque, solo 50 forniscono uno sforzo veramente utile alla società. Sono quei cinquanta che producono tutta la ricchezza sociale.

Da qui la deduzione che se tutti lavorassero, la giornata lavorativa, invece di essere di 10 ore, scenderebbe a 5 ore soltanto.

Consideriamo inoltre che, allo stato attuale, il totale dei prodotti manufatturati e quattro volte più considerevole e il totale dei prodotti agricoli è tre volte più considerevole della quantità necessaria ai bisogni dell’umanità; vale a dire che una umanità tre volte più numerosa sarebbe vestita, alloggiata, riscaldata, nutrita, in una parola avrebbe la soddisfazione di tutti i suoi bisogni, se lo spreco ed altre molteplici cause non distruggessero questa sovrapproduzione.

Da quanto precede, possiamo trarre la seguente conclusione: una società in cui ognuno collaborasse al lavoro comune, ce che si contentasse di una produzione che non superi enormemente il suo consumo (dovendo l’eccesso della prima sul secondo costituire una piccola riserva) dovrebbe chiedere a ciascuno dei suoi membri validi solo uno sforzo di due o tre ore, forse anche meno.

A quel punto, chi si rifiuterebbe di prestare una quantità di lavoro cosi piccola? Chi vorrebbe vivere con questa vergogna di essere disprezzato da tutti e considerato un parassita?

(…) L’autorità e la proprietà marciano sempre insieme, si sostengono l’un l’altra, per tenere schiava l’umanità!

Che cos’è il diritto di proprietà? È un diritto naturale? No, la Natura, creandoci, ci fece con degli organismi simili, e uno stomaco di manovale esige le stesse soddisfazioni di uno stomaco di finanziere.

E tuttavia, oggi, una classe si è accaparrata tutto, rubando all’altra classe non solo il pane del corpo, ma anche il pane dello spirito.

Si, in un secolo che chiamano di progresso e di scienza, non è doloroso pensare che milioni di intelligenze, avide di sapere si trovano nell’impossibilità di sbocciare? Che i figli del popolo. che sarebbero potuti diventare uomini di alto valore, utili all’umanità, non sapranno mai altro che alcune nozioni indispensabili che inculca loro la scuola primaria!

La proprietà, ecco il nemico della felicità umana, poichè essa crea l’ineguaglianza e di conseguenza l’odio, l’invidia, la rivolta sanguinosa.

L’autorità non è che la sanzione della proprietà. Essa inette la forza al servizio della spogliazione.

Ebbene! Poiché il lavoro è un bisogno naturale, converrete con me, Signore, che nessuno si sottrarrà alla richiesta di uno sforzo minimo come quello di cui abbiamo parlato sopra.

Vedete bene, Signore che non sarà necessario ricorrere ad alcuna legge per evitare i parassiti.

Se, per un caso straordinario, qualcuno volesse tuttavia rifiutare di aiutare i suoi fratelli, sarebbe sempre meno costoso nutrire questo disgraziato, che non può essere che un malato, che mantenere legislatori, magistrati, poliziotti e guardiaciurme per domarlo.

Molti altri problemi si pongono, ma essi sono di ordine secondario; l’importante era di stabilire che la soppressione della proprietà, l’espropriazione, non porterebbe ad un arresto della produzione in seguito allo sviluppo della pigrizia, e che la società anarchica saprebbe nutrirsi e soddisfare tutti i suoi bisogni.

Tutte le altre obiezioni che si potrebbero sollevare saranno facilmente confutate ispirandosi all’idea che un ambiente anarchico svilupperà in ciascuno dei suoi membri la solidarietà e l’amore per i suoi simili, poiché l’uomo saprà che, lavorando per gli altri, lavorerà allo stesso tempo per sé.

Un’obiezione che “apparentemente sembra più fondata è questa: se non esiste più alcuna autorità, se non c’è più la paura del gendarme a fermare la mano dei criminali, non rischiamo di vedere i delitti e i crimini moltiplicarsi in proporzione spaventosa?

La risposta è facile. Noi possiamo classificare i crimini che si commettono oggi in due categorie principali: crimini di interesse e crimini passionali.

l primi scompariranno da se poiché non ci sarà più ragione per questi delitti, attentati alla proprietà, in un ambiente che ha soppresso la proprietà.

Quanto ai secondi, nessuna legislazione può impedirli. Ben lungi da ciò, la legge attuale che assolve il marito che assassina la moglie adultera, non fa che favorire la frequenza di questi crimini.

Al contrario, un ambiente anarchico eleverà il livello morale dell’umanità. L’uomo comprenderà di non avere alcun diritto su una donna che si dà ad un altro invece che a lui, perché questa donna non fa che obbedire alla sua natura.

Di conseguenza, nella futura società, i crimini diventeranno sempre più rari, fino a scomparire completamente.

Vi riassumerò, Signore, il mio ideale di società anarchica. Niente più autorità, molto più contraria alla felicità dell’umanità di qualche eccesso che potrebbe verificarsi inizialmente in una società libera. Al posto dell’organizzazione autoritaria attuale, raggruppamento degli individui per simpatia e affinità, senza leggi e senza capi. Niente più proprietà individuale; comunione dei prodotti; lavoro di ciascuno secondo i suoi bisogni, consumo di ciascuno secondo i suoi bisogni, cioè a suo piacimento.

Niente più famiglia, egoista e borghese, che fa l’uomo proprietà della moglie e la moglie proprietà dell’uomo; che esige da due esseri che si sono amati un momento, di essere legati l’uno all’altro fino alla fine dei loro giorni. La natura è capricciosa, essa chiede sempre nuove sensazioni. Vuole l’amore libero. Per questo noi vogliamo la libera unione.

Niente più patria, niente più odio tra fratelli che getta, gli uni contro gli altri, uomini che non si sono mai visti.

Sostituzione dell’attaccamento ristretto e meschino dello sciovinista alla sua patria, con l’amore ampio e fecondo per tutta l’umanità, senza distinzione di razza e di colore.

Niente più religione, forgiata dai preti per imbastardire le masse e dare loro la speranza di una vita migliore, mentre essi godranno della vita terrestre.

Al contrario, sviluppo continuo delle scienze messe alla portata di ogni essere che si sentirà attirato verso il loro studio, portando poco a poco tutti gli uomini alla coscienza del materialismo.

Studio particolare dei fenomeni ipnotici che la scienza comincia ora a constatare, al fine di smascherare i ciarlatani che presentano agli ignoranti, sotto un aspetto meraviglioso e sovrannaturale, fatti di ordine puramente fisico.

In una parola, niente più ostacoli al libero sviluppo della natura umana.

Libero schiudersi di tutte le facoltà fisiche, cerebrali e mentali.

Non sono così ottimista da sperare che una società con tali basi giunga in un solo colpo all’armonia perfetta. Ma ho la profonda convinzione che due o tre generazioni saranno sufficienti per strappare l’uomo all’influenza della civilizzazione artificiale che egli subisce oggi, e per riportarlo allo stato di natura, che è lo stato di bontà e di amore.

Ma per fare trionfare questo ideale, per fondare una società anarchica su basi solide, bisogna cominciare con il lavoro di distruzione. Bisogna abbattere il vecchio edificio tarlato.

Ed è quello che facciamo.

La borghesia sostiene che non giungeremo mai al nostro scopo.

L’avvenire, un avvenire molto vicino, glielo insegnerà.

Viva l’Anarchia!

Il 7 novembre 1913 nasce Albert Camus.

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Il 7 novembre 1913 nasce a Mondovi in Algeria Albert Camus. Celebre scrittore, filosofo ed intellettuale francese con forti tendenze libertarie.

Il 7 novembre 1913 nasce a Mondovi in Algeria Albert Camus. Celebre scrittore, filosofo ed intellettuale francese con forti tendenze libertarie. Nel 1957 vinse il Premio Nobel per la letteratura.
“Siate realisti chiedete l’impossibile”, questa frase viene estrapolata dal dramma Caligola scritto da Albert Camus nel 1944.

Nel 1933 aderisce al movimento antifascista Amsterdam-Pleyel. Negli anni della resistenza si affilia alla cellula partigiana Combat per la quale curerà numerosi articoli per l’omonimo giornale che circola clandestinamente. L’opera che indica una decisiva presa di posizione in ambito libertario è¨ L’uomo in rivolta del 1951 dove ribadirà la sua fede nell’Anarchismo individualista, pur mantenendo una posizione decisamente personale. Camus era stato introdotto negli ambienti libertari nel 1948 da Andrè Prudhommeaux che lo aveva invitato ad una riunione. La sua vicinanza all’Anarco-individualismo sarà sancita dalla sua collaborazione a numerose riviste libertarie (Le Libertaire, Le rèvolution proletarienne e Solidaridad Obrera della CNT).
L’unica risposta vera di fronte all’assurdità , è la non-rassegnazione: la rivolta. Per Camus la rivolta può assumere infinite modalità : filosofica, storica, politica, poetica. La rivolta viene vista come l’unico modo per combattere l’assurdità e l’ingiustizia della vita. La rivolta dà una nuova interpretazione all’essere umano: “ mi rivolto, dunque siamo “. Il suo saggio più celebre, L’uomo in rivolta, presenta una visione del mondo e della sua storia di tendenza Anarchica, influenzata tanto da Nietzsche quanto da Max Stirner.
Molto vicino all’Anarco-sindacalismo francese, Camus propone l’idea di un socialismo con una forte matrice libertaria, poichè pensa che i concetti di dignità umana e libertà devono essere portati avanti parallelamente. Durante tutta la sua vita Camus si è espressamente schierato attivamente contro tutti i totalitarismi.
Muore il 4 gennaio 1960 in un incidente d’auto a Villeblevin, in Francia. Nelle sue tasche gli viene trovato un biglietto ferroviario non utilizzato. Probabilmente aveva pensato di usare il treno, cambiando idea all’ultimo momento. In passato aveva più volte sostenuto che il modo più assurdo di morire sarebbe stato proprio in un incidente automobilistico. La sua tomba è nel cimitero di Lourmarin, cittadina dove aveva una abitazione.

Walter Ranieri

Il 6 novembre 1933 muore a Bologna l’Anarchico Pietro Garavini

Il 6 novembre 1933 muore a Bologna l’Anarchico Pietro Garavini,nato a Castel Bolognese ( RA ).

Aderisce all’Anarchismo in gioventù dopo essere stato membro per qualche tempo del partito socialista. Anarchico è anche il fratello Antonio (1872-1936), detto Ansèna, personaggio pittoresco e stravagante dotato di una forza fuori del comune, implicato in vari episodi di anticlericalismo, che emigrerà in Brasile verso la fine dell’Ottocento, dove raggiungerà una certa agiatezza economica e diventerà piuttosto popolare con il soprannome il Tigre.er molti anni la sua osteria è il luogo di ritrovo abituale degli Anarchici del paese. Nelle fonti di polizia viene indicato come uno degli autori della decapitazione di una statua della madonna avvenuta nella notte del 21 maggio 1893 nella chiesa di san francesco in occasione della festa della pentecoste, il più eclatante episodio a sfondo anticlericale avvenuto a Castel Bolognese, che ha clamorose ripercussioni in tutta la Romagna. La sera del 31 maggio 1894 prende parte a una manifestazione di solidarietà con i Fasci siciliani che si tiene a Castel Bolognese. Per questo episodio viene processato con altri 18 Anarchici. Riceve e diffonde periodici Anarchici in lingua italiana, e talvolta altri stampati sovversivi, dall’Italia e dall’estero. Il 23 settembre 1900, nel clima repressivo seguito al regicidio di Bresci, viene arrestato e denunciato per associazione a delinquere quale uno dei componenti il nucleo organizzatore del Gruppo Anarchico di Castel Bolognese sciolto d’autorità. Nel settembre del 1927 è incarcerato per breve tempo a seguito di un attentato ai danni del console della milizia fascista ettore muti a Ravenna (gli arrestati nella sola Castel Bolognese saranno una ventina, quasi tutti Anarchici, varie centinaia nell’intera provincia). Il mese successivo, con ordinanza del questore, viene diffidato come “elemento pericoloso per la sicurezza dello Stato”.

Nella foto – Castel Bolognese, 1916 – I fondatori della Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese. In piedi, da sinistra: Pasquale Mattioli, Pietro Costa, Giuseppe Santandrea, Bindo Lama, Nello Garavini. Seduti, da sinistra: Aurelio Lolli, Francesco Dari, Domenico Scardovi.

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Nella foto – Castel Bolognese, 1916 – I fondatori della Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese. In piedi, da sinistra: Pasquale Mattioli, Pietro Costa, Giuseppe Santandrea, Bindo Lama, Nello Garavini. Seduti, da sinistra: Aurelio Lolli, Francesco Dari, Domenico Scardovi.

Un ringraziamento a Walter Ranieri

 

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