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Le macerie.

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Osservando con attenzione la completa rovina a cui siamo abituati e che vorticosamente circonda con anelli sempre piu’ stretti la nostra esistenza, la desolazione che ci abbraccia, la paura che attanaglia il nostro spirito ribelle, ci accorgiamo immediatamente che la maggior parte dei nostri guai sono direttamente proporzionati ai nostri comportamenti. Si arriva ad avere l’impressione che piu’ spalanchiamo il nostro cuore con azioni solidali, con genuino altruismo, gratuito e fraterno approccio verso una linea che non ha confini, maggiore e’ l’oppressione, la violenza e la repressione derivata da tali condotte. Ovviamente non siamo in errore, ma sempre piu’ moltitudini lo credono. Il profondo piano inclinato che impedisce di rimanere in equilibrio aumenta giorno dopo giorno, la morsa stringe la nostra volonta’ e troviamo sempre meno parole per urlare la comprensione dei nostri atteggiamenti. Il sistema poi imprime le sue falsita’ imboccando coloro che credono alle fiabe di una societa’ artificiale fondata sulla competitivita’ e il falso progresso. La delusione morde coloro che lottano per una societa’ piu’ giusta, le umiliazioni non sempre trovano corazza sufficiente a deviarle e la forza perde d’intensita’ così come il coraggio. Naturalmente non e’ per tutti così, alcuni sono indomabili ma le legioni dirette e manovrate dal potere aumentano inesorabilmente, avanzano stritolando tutto e tutti e la fiaccola che portiamo assume in tali circostanze un peso gravoso. La predisposizione che indossiamo come una seconda pelle al confronto e al dialogo diventa sempre piu’ spesso insostenibile lasciando lo spazio alla rabbia e allo sconforto. L’orizzonte e’ talmente cupo che stentiamo a riconoscerne i contorni, ma esiste, una societa’ diversa e’ possibile, il libero accordo, un mutuo appoggio in liberta’ e’ alla portata di uno sguardo, e’ vero si cela dietro l’ipocrisia e la vergognosa attitudine alla sopraffazione ma e’ sufficiente strappare la maschera del re di cartapesta per leggerne finalmente i colori, per reggerne il peso delle tonalita’. Ho sempre pensato che l’istinto sia dote naturale, un pregio da difendere con determinazione dall’assalto quotidiano della omologazione di massa, un inclinazione che nessuno potra’ mai cancellare, anche calpestato e villipeso resistera’ perche’ corpo unico con la nostra voglia di riscatto e di lotta. Mai perdere lo slancio “in direzione ostinata e contraria”…

Olmo

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