Verso il primo maggio…

Si avvicina il primo maggio,mi inorgoglisce molto il fatto che mi arrivino inviti da ogni dove per la partecipazione alle “festa” che verranno orgamizzate nelle varie piazze del paese sempre che di festa si possa parlare almeno per chi la pensa come me e che conserva in se gli ideali anarchici. In questa giornata di lutto gli anarchici ricordano i martiri di Chicago e penso che i più neanche ne conoscono la storia. I sindacati confederali riempiranno le piazze di ogni città mostrandosi come sempre solidail-quarto-stato_pellizza-da-volpedo_primo-maggio-largeli con i lavoratori prendendoli a pacche nelle spalle dopo essersi accordati con il padrone,la situazione è sempre più disperata,si dice che il lavoro dia la dignità ad un essere umano ma di quale dignità stiamo parlando se le persone non sono più neanche in grado di pagarsi le bollette e un affitto e di potersi curare. Tagli tagli e ancora tagli, si dice per il bene della nazione per uscire da una crisi,questo danno ad intendere al popolo quando in realtà i soldi vanno tutti sperperati in opere inutili per giustificare e lavare soldi derivanti dagli accordi stato mafia e negli armamenti per le famose “missioni di pace” all’estero e per mantenere una manica di farabutti legittimati dal popolo i quali campano col loro sudore e il loro sangue. Festa di che,dei lavoratori licenziati? O facciamo festa per quelli “privilegiati” che ancora lavorano costretti dal ricatto nel ricatto a livelli di schiavi dopo la morte definitiva dell’articolo 18 e del job’s act del governo Renzi. Non mi voglio dilungare troppo perchè di cose ce ne sarebbero molte da dire. Quest’anno per il primo maggio,sarò a Milano per dire no alll’inaugurazione dell’expo,simbolo dello sfruttamento e del malaffare e mi auguro che tutte le piazze d’Italia siano gremite di persone, ma il mio pensiero in particolare va aCarrara che in questo periodo sta vivendo la sua rivolta con l’amministrazione comunale per le inadempienze perpetuate negli anni e per il degrado dl territorio. Parlando di rivoluzione mi tuonano in testa le parole di Malatesta il quale negli anni 20 disse:”La rivoluzione avverrà un primo maggio”,sicuramente non sarà questo l’anno buono,le rivoluzioni come ci ha insegnato fin’ora la storia non hanno fatto altro che stabilire un’altro potere. Il cambiamento sta nella consapevolezza,nella presa di coscienza sia individuale che collettiva e dobbiamo lavorare parecchio su questo cercando di credere in noi stessi e smettere di farci le guerre tra poveri e di delegare, perchè le istituzioni sono state create da uomini,dobbiamo abbattere ogni tipo di gerarchia,solo allora potremmo parlare di rivoluzione ma non prima, altrimenti la rivoluzione resterà solamente una mera aspettativa. La vera rivoluzione dovrà e non potrà essere altro che culturale.

(Ale)

Da Anarchopedia: http://ita.anarchopedia.org/Haymarket_Square

Inno del primo maggio Pietro Gori https://www.youtube.com/watch?v=j8abirtakZo

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