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Al mattino indagava e all’imbrunire rapinava.

Un poliziotto della digos in servizio a Lucca che anni addietro partecipò alle indagini e agli arresti delle nuove br ha rapinato il Conad locale con la pistola di ordinanza. La notizia sta facendo il giro del web creando stupore indignazione e meraviglia. Mi chiedo di cosa ci si debba stupire,nel corso degli anni abbiamo assistito ad innumerevoli fatti di questo tipo,del resto la storia della banda della uno bianca è storia abbastanza recente,il caso del mostro di Firenze,il caso più eclatante,lo scandalo del Forteto sempre a Firenze che vede implicate decine di persone, dalle alte sfere dei tribunali,giudici, avvocati, personaggi politici di spicco per arrivare fino ai fattorini,caso che ha visto come vittime moltissime creature indifese abbandonate dentro 4 mura alla mercè di belve assassine ma potrei citare innumerevoli episodi. Quale occasione migliore quella di commettere crimini e poi indagare su se stessi per allontanare da se i sospetti,senza poi contare i casi di cui non si conoscono e che non sono stati scoperti. Purtroppo per l’opinione pubblica si tratta delle solite mosche bianche,di casi isolati,si è convinti che la polizia serva soprattutto per smascherare queste persone ritenute anomale in mezzo a chi ha giuratofedeltà all’arma. Mi piacerebbe sapere quanti dei suoi colleghi d’arma erano veramente all’oscuro di tutto,non lo sapremo mai,come del resto non sapremo mai alcuna verità su tutti i casi di malagiustizia perpetuati dalle forze dell’ordine e coperti dallo stato ma nonostante tutto nella nostra società la cultura dell’arma è sempre più diffusa,si è convinti che aumentando la “sicurezza” diminuiscano i crimini quindi si chiede maggior rigore e maggior repressione e questi sono i risultati tangibili di una società che fonda le sue basi sull’autoritarismo.I crimini non diminuiscono con le punizioni e con il carcere ma con un lavoro culturale ma questo non sarà mai possibile se non cambia il sistema scolastico, è da li che inizia l’indottrinamento e l’asservimento,ricominciamo dalle scuole. La vogliamo capire o no??? Cazzo!!! Lama_Foto-U46000298221534auC-U46020147527029z5B-1224x916@CorriereFiorentino-Web-Firenze-593x443

Basaglia aveva capito tutto sulla violenza istituzionale.

L’esperienza e la lotta di Franco Basaglia contro i manicomi ci deve far capire tantissime cose, tutte legate al concetto di violenza istituzionale. Ma attenzione, Basaglia non voleva riformare un accidenti di niente, Basaglia voleva proprio distruggere i manicomi, l’istituzione in quanto tale. Basaglia sapeva benissimo che sarebbe stata una lotta durissima contro il potere costituito, che poi, diciamolo, questo potere che cos’è se non principalmente gente indottrinata, scolarizzata, che si autodispone a difesa della violenza istituzionale? E infatti Basaglia ha dovuto lottare con la gente, gente con qualche medaglietta addosso e che lo circondava, tentando di convincerlo, di ammaliarlo, di distoglierlo, di ricattarlo, di processarlo… Il potere è questa gente plasmata dalla cultura autoritaria, e questa gente ci ronza intorno, è la società scolarizzata, è gentucola insignificante, infima, ignorante e vigliacchissima, che ci sorveglia, ci fa la posta, ci denuncia anonimamente… questo è il vero potere. E io temo di più lo sbirro con l’uniforme nella testa, il cittadino per bene che inneggia alla legalità, piuttosto che l’altro, quello col manganello e la pistola, che almeno l’altro lo vedi che è sbirro e lo eviti come la peste. Ma il vicino di casa no, lui ti fa anche il sorriso, ti presta il cacciavite giusto, fa un regalo a tuo figlio ogni tanto, magari viene a pescare con te, rimane a cena, ma se vede che tu vai fuori dagli schemi sociali, fuori dalla morale comune, allora stai certo che diventa il tuo kapò. Dicevo, Basaglia ci deve insegnare parecchio. Anche che una lotta svolta all’interno delle istituzioni per distruggerle è impossibile. E dire che Basaglia era anche direttore! Sicuramente anche lui sapeva che dall’interno non si distrugge mai un bel niente, semmai si modifica qualcosa senza mai eliminare la sostanza violenta dell’istituzione. Basaglia sapeva bene che per distruggere i manicomi bisognava passare prima di tutto attraverso una diffusa cultura della distruzione, cosa che con il ’68 era più facile trovare nella società. Ma oggi? Oggi si assiste al processo contrario, oggi la gente inneggia all’inasprimento delle funzioni repressive e di sorveglianza dello stato, vuole più violenza istituzionale. La gente è idiota, ma solo perché assorbe ovunque un tipo di cultura idiota e autoritaria! E io, che come un Basaglia non voglio affatto riformare la scuola ma distruggerla, figuriamoci quanto sono distante dalla cultura imperante, da questa società, dove tra l’altro la scuola, a differenza dei manicomi (che in fondo tutti sapevano che cosa succedeva al loro interno), è considerata dalla massa un luogo necessario e benevolo, miracoloso e civilissimo. E invece la violenza della scuola è uguale a quella dei manicomi e delle galere, non si vede ma c’è eccome! Non c’è l’elettroshock meccanico ma c’è quello psicologico. Dico questo, ma accidenti! io sono da solo a dire queste cose insieme ad altri quattro gatti in giro per il mondo, e a causa di ciò ci prendiamo severe bastonate dalla gente. E’ ovvio che sia così, mi stupirei del contrario visto il tipo di indottrinamento oscurantista che proprio la scuola infonde in questa società perennemente fascista dentro e profondamente disumana.

Cloud’s WaldenOPG Montelupo

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