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Resistenza animale

Sotto le false sembianze di difensore della pace dell’essere umano, degli altri animali, della natura, il potere non è che il gendarme nato per controllare, sorvegliare coloro che camminano in altre direzioni, manipolare le necessità, incenerire le attitudini, mercificare la sofferenza, nutrire le discariche di esseri senzienti che instancabili reagiscono di continuo lottando invisibili fino alla fine. Tutto questo lo impone con 13516723_1728132784142248_1310024007549160816_n Non è solo l’uomo a scappare dalla macchina della civiltà, che schiaccia coi suoi cingoli di amianto il sentiero che con le unghie ci costruiamo ma ai confini del nostro sguardo, all’orizzonte intriso di fumi di ciminiere eserciti infiniti di altri animali spalancano la bocca in difesa del loro diritto naturale a calpestare l’erba, la roccia, i fiumi, gli oceani. Ogni secondo della nostra annoiata esistenza muscoli si contraggono per correre liberi, strappando recinti, staccionate, porte blindate, reti lunghe chilometri, sbarre di edifici dove regna la follia del sangue. Possiamo pure tapparci il naso, coprirci le orecchie, chiudere con forza gli occhi per continuare la nostra esistenza di convinzioni umane ma la realtà non cambia, la realtà non è un’opinione da salotto, uno studio di settore, un manifesto colorato, è dolore, corse fino a strappare i polmoni, discese verso abissi dove non arrivano gli ami, dove non si sopravvive alla pressione ma questo non frena le pinne che vorticose si spingono verso le profondità di una salvezza disperata, è reazione ai colpi, strappi continui per avere criniere al vento, incornate per respirare gli ultimi attimi di una vita di dignità, morsi e graffi per allontanarsi in terre libere dai buldozer, calci per guardare finalmente l’ultimo raggio di sole fuori da sbarre inchiodate dalla nascita. La parola resistenza non ha specie, colore, indumento, non è neanche una parola è l’alito di vita stesso che attraversa tutti. Lontano in valli nascoste, in deserti inaccessibili, in acque tumultuose e fresche giungeremo un giorno, finalmente comprendendo lo sguardo, l’odore, il rispetto e mai più la parola….

Olmo

Lettera aperta di un carrarino ai politici locali

Foto dal web
Foto dal web

“E voi sareste i raffinati politici che governano la città, gli uomini nelle cui mani dovremmo mettere il nostro destino? E invece, ancora una volta, il partito del sindaco (socialista) in testa, e gli altri della coalizione, avete fatto dell’insulto a mezzo stampa la vostra raffinata linea politica, dandomi del delinquente e del finto alluvionato. Ma vi siete ben guardati dal darmi del ladro, perché quella categoria a voi storicamente appartiene e ben sapete autotutelarvi compatti, ladri ed incapaci come avete dimostrato di essere. Temo che con tutti questi calunniosi comunicati nei miei riguardi abbiate fatto un drammatico autogol.
Sappiano i cittadini che non ho voluto neppure i cinquemila euro di risarcimento come alluvionato, per non mescolarmi con voi. Per mia scelta quei denari sono restati nelle casse pubbliche. E comunque, quei soldi ricevuti dalle vostre mani sporche avrebbero limitata la mia libertà di parola. Per sminuirmi, e tentare di ridicolizzarmi di fronte alla pubblica opinione, mi avete pure dato del disperato, ma disperati siete voi, incapaci come siete di comprendere che la vostra incapacità ha mandato in malora il popolo. Voi che ovunque mettete le mani seminate disperazione tra la gente, che non avrebbe bisogno degli ulteriori guai da voi procurati localmente, perché già afflitta da una epocale crisi economica.
E’ questione di tempo, ma sono convinto che per voi sia suonata la campana.

Il popolo BUE, come vi piace chiamarlo nelle vostre segrete stanze, anche in questo denotando di quanta scarsa sensibilità siete dotati, prima o poi vi presenterà il conto.
Il colmo è pieno e la pazienza della gente è finita, anche chi vi votava turandosi il naso non ne può più. Il popolo vuole decidere la propria sorte direttamente, non vuole più che siano degli incapaci, ladri e bugiardi a svilire le loro vite.

Il popolo si è reso conto che il primo cittadino Zubbani non è stato in grado di inginocchiarsi e chiedere scusa per i disastri. Gesto che ogni persona di buon senso in quelle circostanze, Post alluvionale, avrebbe fatto, ma Zubbani non ne è stato capace. Con quell’umile gesto avrebbe rimesso la fiducia nelle mani della gente che lo aspettava davanti al comune. Avrebbero capito e, pur incazzati, apprezzato il gesto del politico. Questo atto di rispetto non lo ha fatto perchè politicamente è un incapace, un arrogante che oggi ama apparire santo. Un santo da pantomima.

A quei bambini, quel santo ha portato via quattro milioni di euro per ogni anno che ha governato, e considerata l’età di quei minori lo ha fatto da così tanto tempo che molti di loro non erano ancora nati. Quei bimbi, grazie a questi raffinati amministratori, hanno un debito da pagare per il resto della loro vita. Non era necessario fare la sceneggiata di mettersi la benda sull’occhio, dopo il buffetto ricevuto. Gli occhi bendati li ha da sempre e questo elenco che vi fornisco ne descrive appieno i fatti.

* A pochi giorni dal suo insediamento ha bruciato circa centomila euro per tappezzare con pali e cartelli formato 4 metri per 5 tutta Marina, durati da maggio a settembre e poi rimossi definitivamente perchè inutili o forse illegittimi. Un regalo alla ditta che li ha piantati. L’esordio di un genio.

* Ha permesso che l’area dell’Hotel Mediterraneo diventasse una discarica.

Provate a pensare quante ingiunzioni e denunce sarebbero state fatte a voi comuni cittadini se vi foste permessi di realizzare una discarica nel vostro giardino, ma in questo caso nulla. Anzi pare che ora la proprietà di quell’ area chieda tanti soldi indietro dal Comune.

* Ha permesso che fosse alzato il livello del piano di campagna del piazzale portuale, creando una diga a discapito della città, che in caso di piogge andrebbe a lago, ma lui, il Sindaco, mentre tutto questo avveniva, era bendato.

* E’ stata murata la foce del Carrione, ovviamente a sua insaputa.

* Una partecipata del Comune forniva gratis il gasolio alla ditta Nieddu, fino a quando quest’ultima, vedendosi sospesa la fornitura di gasolio, ha pure citato in giudizio civile il comune (in quota parte), chiedendo un risarcimento di 1,5 milioni di euro. Poi in seguito transati… Provate voi a non pagare il carburante al vostro distributore, e magari se vi negano il pieno all’auto, denunciateli pure… Così vi portano al manicomio direttamente. Incredibile, ma proprio questo è avvenuto, e questo manicomio è per noi, a spese nostre. A me viene il sospetto che in questo fatto, come in altri, ci siano pianificazioni a tavolino, create ad arte. Ti do ora e tu mi darai poi… Consulenze particolarmente onerose, milionarie, che poi vengono puntualmente transate… Mah, che dire… Anche qui a voler pensare male non si fa certo peccato.

* Raddoppio della Omia per sbriciolare meglio e più rapidamente le montagne.

* Andare in televisione, a Report, con la bella faccia di bronzo a bearsi, con finto dispiacere, di non poter fare nulla per le cave regalate, a pochi unti del Signore, con l’editto principesco del 1700. E con il proprio ditino santo, a favore di telecamera, indicare la frasetta dell’editto del 1700 che “vigliaccamente” gli impedisce di ricondurre le cave a bene comunale. Un teatrante mancato.

* Ignorare, con gli occhi sempre ben bendati, che un blocco di marmo possa essere venduto a quattromila euro a tonellata, e accontentarsi invece, per la collettività, di una manciata di spiccioli, se ricordo bene circa 13 euro a tonellata, l’equivalente del costo di una prima colazione per due. Preciso che i numeri scritti non sono un’errore di battitura, sono reali.

* Ignorare la gravità della relazione tecnica dei vigili del fuoco riguardo alla stabilità dell’argine del Carrione, ed aspettare invece che crolli.

* Ignorare che le nostre montagne, bucate da gallerie di cava, rapinate della pietra e minate nella loro struttura, possano implodere, sbriciolandosi fino a valle.

* Strade inutili, ed ad uso esclusivo di aziende complici dello sbriciolamento dei monti, costruite con soldi pubblici, e conseguente indebitamento collettivo per mezzo secolo.

* Ignorare, o mettere cinicamente nel conto, che al prossimo disastro avremo la nostra zona militarizzata per arginare la rabbia della gente. Con tutto quello che ne conseguirà. Solo allora ricorderanno il buffetto dato al Sindaco in quella occasione, e parrà loro una carezza.

Questi politicanti se ne facciano una ragione, se un cittadino autonomamente pensante li ha spiazzati.

Ora sono disorientati, nonostante le loro malefatte, speravano nel popolo mansueto.

Dopo anni di appiatimento culturale, narcosi civile, imposizione di pensiero, non si sarebbero mai aspettati che qualcuno potesse ribellarsi.

Per voi è suonata la campana, andatevene.”

Carlo Piccioli

Pistoia. La cultura democratica dello sgombero.

Apprendiamo con profondo sdegno e disappunto che le amministrazioni pistoiesi ossia di quella città che l’anno prossimo sarà insignita con il premio alla cultura che nella mattinata di ieri ha fatto sgomberare il vecchio mattatoio occupato con l’ausilio dei suoi sgherri a busta paga del comune, facilitati dall’assenza di persone all’interno ponendovi i sigilli istituzionali. Ci chiediamo se è questa la cultura che intendono promuovere sgomberando l’unico centro di aggregazione della città dove da tempo si tenevano concerti e venivano organizzati eventi socio culturali,un vero riconoscimento ai valori della resistenza e alla medaglia d’oro alla resistenza stessa di cui il comune si fregia, vogliamo ricordare inoltre che la città di Pistoia venne liberata proprio dagli anarchici dall’oppressore fascista. Con il gesto di ieri mattina le amministrazioni comunali pistoiesi hanno dato il chiaro esempio democratico che rivestono promuovendo la cultura del manganello anche se questa volta solo metaforicamente. La nostra solidarietà a tutti gli occupanti dell’ex macello occupato, non sarà certo uno sgombero a reprimere il desiderio di libertà degli occupanti,a queste pratiche democratiche ci siamo ormai abituati da tempo. Ne sgomberate uno e ne verranno occupati altri cento.

“Questa mattina all’alba è stato sgomberato il CSOA Macello, gran parte del materiale all’interno portato via e sequestrato. Nessuno si trovava all’interno. I vigili dicono che ci era stata recapitata un ordinanza di sgombero nelle settimane precedenti (ma quando? ma dove?).
Nella città “capitale della cultura” viene chiuso uno degli unici spazi di aggregazione e socialità, capace di convogliare decine e decine di giovani nonostante i pochi mesi di vita, ammazzando una città di per se già morta.”
A breve usciremo con un comunicato… NON CI ARRENDIAMO!
BRIGANTI & PIRATI DEL MACELLO

Di: La fiaccola dell’anarchia (comunità multietnica aperta)

L'ex macello occupato.
L’ex macello occupato.

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